MORENO SARDELLA · SOLUZIONE GUIDATA
Esame di Stato · Svolgimento ragionato

SOLUZIONE GUIDATA

II Prova — Sistemi e Reti · Sistema BIM per cantieri edili

Lo stesso tema della prova, svolto con il metodo del ripassone e — soprattutto — usando solo gli argomenti del programma di quinto anno: DHCP, DNS, VLAN, firewall, DMZ, NAT/PAT, VPN, crittografia, servizi di rete, virtualizzazione e cloud. Ragiona come se avessi davanti Cisco Packet Tracer.

Prima parte + 4 quesiti DMZ & Firewall VLAN DHCP · DNS VPN NAT/PAT Cloud
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Testo ufficiale

La traccia

La prova assegnata (Sistemi e Reti — sessione ordinaria 2026, indirizzo Informatica). Tienila aperta qui mentre segui lo svolgimento.

Se il riquadro resta vuoto, usa «Apri in una scheda».

Cosa copre questa soluzione (e cosa no)

Mi tengo dentro al programma scolastico di SISTEMI E RETI: parlo di funzioni di DHCP e DNS, tecniche di sicurezza (VLAN, crittografia, firewall, DMZ, NAT/PAT), VPN, servizi di rete, modello client/server, virtualizzazione e cloud. Dove la traccia sfiorava argomenti fuori programma li ho tradotti negli strumenti che hai studiato.

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Pagina 1 del protocollo

Analisi della realtà

Prima cosa: riscrivo la traccia con parole mie per capire cosa serve davvero. Una grande società di ingegneria apre tanti cantieri sparsi sul territorio. In ogni cantiere ci sono apparecchiature che producono dati (tablet con scanner 3D, telecamere, sensori di sicurezza) e quei dati devono arrivare alla sede centrale, che ha già una sua LAN ma una connessione vecchia.

Numeri chiave (li fisso sulla pagina 1): tante sedi remote (i cantieri) + una sede centrale = scenario multi‑sede. Tradotto in rete: più LAN locali collegate alla centrale tramite VPN. Questo è il filo conduttore di tutta la prova.
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Pagina 2 del protocollo

Ipotesi di lavoro

La traccia è volutamente aperta: dichiaro qualche ipotesi ragionevole per poter dimensionare la rete. Sono assunzioni, non verità assolute — ed è giusto scriverle.

Da ricordare: lascia la pagina delle ipotesi "viva". Se a metà prova ti accorgi che ti serve un'assunzione in più (es. "ipotizzo 8 cantieri attivi"), la aggiungi qui senza riscrivere il resto.
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Prima parte · punto 1

La rete del cantiere

Imposto il cantiere come una piccola LAN a stella. Sul bordo tengo router e firewall come due apparati fisici separati (mai il firewall «dentro» al router): il router gestisce l'uscita Internet, il firewall filtra il traffico. Sotto, uno switch a cui si attacca tutto e più Access Point per coprire il cantiere in Wi-Fi. Esattamente lo schema che disegnerei sul foglio 3.

uplink primario 4G/5G backup trunk 802.1Q Fa0/1 Fa0/2 Fa0/3 Fa0/4 router (NAT · DHCP/DNS) firewall fisico VLAN 10 · BIM 172.20.10.0 · PC tecnici VLAN 20 · Wi-Fi 172.20.20.0 · tablet su più AP (WPA3) VLAN 30 · IoT 172.20.30.0 · sensori

Apparati e perché. Tengo tutto essenziale:

Segmentazione con le VLAN. Divido il cantiere in reti logiche separate sullo stesso switch, così il traffico pesante (BIM) non disturba quello critico (sensori) e tutto è più sicuro:

VLANUsoSottorete (esempio)
10 · BIMtablet scanner, PC tecnici, dati di progetto172.20.10.0/24
20 · WiFidispositivi wireless e telecamere172.20.20.0/24
30 · IoTsensori di sicurezza (Arduino/Raspberry)172.20.30.0/24
99 · Mgmtgestione apparati (solo amministratori)172.20.99.0/24
Switch del cantiere — VLAN, porta access e trunk
! Creo le VLAN del cantiere
SW(config)# vlan 10
SW(config-vlan)# name BIM
SW(config)# vlan 30
SW(config-vlan)# name IOT

! Porta ACCESS verso un PC della VLAN BIM
SW(config)# interface fa0/1
SW(config-if)# switchport mode access
SW(config-if)# switchport access vlan 10

! Porta TRUNK verso il gateway (trasporta tutte le VLAN)
SW(config)# interface g0/1
SW(config-if)# switchport mode trunk
SW(config-if)# switchport trunk allowed vlan 10,20,30,99
Servizi attivi nel cantiere: DHCP (assegna IP/maschera/gateway/DNS automaticamente), DNS (risoluzione nomi), e l'instradamento tra VLAN affidato al router (il firewall resta dedicato al filtraggio). Niente di più: tutto ciò che è "pesante" (archiviazione) sta in sede centrale.
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Prima parte · punto 2

Sede centrale: DMZ e potenziamento

La struttura esistente. La sede ha già una LAN con uffici, server e una connessione ADSL ormai datata. Per gestire il BIM la riorganizzo con una DMZ a doppio firewall (screened subnet): è la topologia classica e quella che rende più all'esame.

Gig0/0 Gig1/2 Gig0/1 Gig1/3 Gig0/1 Internet router FW ESTERNO Switch DMZ DMZ Web DNS est. FW INTERNO Switch core LAN In DMZ: Portale Web (HTTPS) · DNS esterno — In LAN: NAS · DB · DNS/DHCP interno · RADIUS · PC

Leggendo lo schema: Internet → router → firewall esterno → DMZ → firewall interno → LAN. La regola è semplice: ciò che il mondo esterno deve raggiungere sta in DMZ; i dati sensibili e i servizi interni stanno in LAN.

Portale Web BIM

▸ DMZ

Sito/portale dove clienti e direzione lavori consultano lo stato del progetto, raggiungibile da Internet.

HTTPS443

DNS esterno

▸ DMZ

Server DNS autoritativo del dominio aziendale: risponde dall'esterno alle richieste su azienda.it. Il DNS interno resta in LAN.

DNS53

Storage / NAS

▸ LAN

Cuore del progetto: conserva i file pesanti degli scanner 3D e i backup.

SMB445NFS2049

DB Server

▸ LAN

Dati dei progetti BIM. Mai esposto: lo interroga solo il portale, attraverso il firewall interno.

MySQL3306

DHCP + DNS interno

▸ LAN

Assegna gli IP agli host della sede e risolve i nomi interni.

DHCP67/68

RADIUS

▸ LAN

Autenticazione centralizzata di chi accede a Wi‑Fi e VPN (vedi punto 4).

RADIUS1812
Perché il portale web e il DNS esterno stanno in DMZ? In DMZ va ciò che deve essere raggiunto da Internet. Il portale web è consultato da clienti e direzione lavori da fuori. Il DNS esterno (autoritativo) risponde alle richieste pubbliche sul dominio aziendale — ad esempio risolve azienda.it verso l'IP del portale — quindi anch'esso deve essere raggiungibile dall'esterno. Restano invece in LAN il DNS interno (nomi privati) e i dati sensibili: così, se un attaccante compromette un server in DMZ, resta isolato e non arriva alla rete interna.

Integrazione e potenziamento per il BIM. Cosa cambio rispetto all'esistente:

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Prima parte · punto 3

Collegamento cantiere ↔ sede

Ogni cantiere è una sede remota che deve "vedere" la centrale come se fosse nello stesso edificio. Soluzione da programma: una VPN site‑to‑site. Si crea un tunnel cifrato dentro Internet tra il firewall del cantiere e quello della sede: è come avere un cavo privato, ma senza affittare linee dedicate.

Internet WAN WAN tunnel IPsec tunnel IPsec Cantiere A router + firewall SEDE CENTRALE concentratore VPN Cantiere B router + firewall

Capacità trasmissiva (ragionamento qualitativo). Senza perdermi nei conti: il traffico critico (allarmi dei sensori, comandi) è piccolo ma deve sempre passare; il traffico pesante (modelli 3D) è grande ma non urgente. Quindi:

Apparati ai due capi: in cantiere un router (uplink + SIM 4G/5G di backup) e un firewall fisico che termina il tunnel; in sede un router e un firewall che fa da concentratore di tutti i tunnel (il "centro" dell'hub&spoke). Router e firewall sono sempre due apparati distinti.
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Prima parte · punto 4

Autenticazione degli operatori

Idea chiave: un'unica identità per ogni operatore, verificata da un server centrale (RADIUS) in LAN. Vale sia per chi si collega in sede sia per chi arriva da remoto.

802.1X RADIUS query operatore (supplicant) AP / switch (authenticator) RADIUS verifica archivio utenti

In sede (e in cantiere) — accesso alla rete:

Da remoto — tecnici in trasferta:

Perché funziona: credenziali centralizzate (un solo archivio), traffico sempre cifrato (riservatezza), e identità verificata prima di entrare (controllo dell'accesso). Sono esattamente i tre obiettivi della sicurezza che hai studiato.
Seconda parte

I quesiti

All'esame se ne scelgono due. Qui li svolgo tutti e quattro come ripasso, sempre con gli strumenti del programma. Scegli quelli su cui hai più "carne al fuoco", non i più corti.

Q1
Quesito I

Archiviazione: on‑premise vs cloud

La domanda è: i file pesanti del BIM li teniamo sui nostri server in sede (on‑premise) o nel cloud? Due strade, ognuna con pro e contro.

On‑premise

Server in casa nostra
  • Pro: controllo totale sui dati, latenza bassa in sede, nessun canone mensile.
  • Contro: compri e manutieni l'hardware, gestisci tu backup e sicurezza, difficile crescere in fretta.

Cloud

Spazio in affitto su Internet
  • Pro: scalabilità immediata (paghi quanto usi), accessibile da ogni cantiere, backup e ridondanza già inclusi.
  • Contro: dipendi dalla connessione e dal fornitore, costo ricorrente, i dati sono fuori dall'azienda.

Vale la pena ricordare i tre "sapori" del cloud: IaaS (affitti macchine virtuali e storage), PaaS (una piattaforma pronta su cui far girare applicazioni), SaaS (un software già pronto all'uso, come una webmail).

La mia scelta — soluzione ibrida: i dati caldi e riservati (progetti in corso) sui server in sede, virtualizzati; i backup e i file storici nel cloud. Così si uniscono controllo e scalabilità, e si ha già una copia fuori sede in caso di guasto.
Q2
Quesito II

Sicurezza e continuità

Due richieste: rendere la rete più sicura e garantire che la trasmissione non si interrompa. Affronto la sicurezza "a strati" (difesa in profondità): se un livello cede, sotto ce n'è un altro.

StratoMisuraA cosa serve
PerimetroFirewall + DMZFiltra ciò che entra/esce; isola i server pubblici
Rete internaVLAN + ACLSepara i reparti; limita chi parla con chi
TrasmissioneVPN + crittografiaDati cifrati tra cantieri e sede
AccessoCredenziali + RADIUS + OTPSolo utenti autorizzati, identità verificata
DatiBackup + cloudCopie di sicurezza, ripristino dopo un guasto

Continuità trasmissiva — come evito che "cada tutto":

In una riga: sicurezza = più barriere in fila (firewall, VLAN, VPN, autenticazione, backup); continuità = avere sempre un "piano B" sia per la linea sia per la corrente.
Q3
Quesito III

Bloccare le piattaforme IA in laboratorio

Veste i panni dell'amministratore di una rete didattica: vietare l'accesso non autorizzato alle piattaforme di IA solo in certi laboratori e solo in certe fasce orarie. È un problema di filtraggio del traffico + pianificazione oraria.

Come filtrare (dal più semplice al più robusto):

Per laboratorio: ogni laboratorio è già una VLAN/sottorete diversa, quindi applico la regola solo a quella sottorete: gli altri laboratori non vengono toccati.

Per fascia oraria: sui router Cisco si usa una time‑range agganciata all'ACL: la regola di blocco è attiva solo nell'orario indicato e "si spegne" da sola fuori da quell'orario.

Router — blocco di un sito IA per il laboratorio 1, solo in orario di lezione
! 1) Definisco la fascia oraria (Lun-Ven, 8:00-14:00)
R(config)# time-range ORARIO-LEZIONE
R(config-time-range)# periodic weekdays 08:00 to 14:00

! 2) ACL: blocco la rete del Lab1 (192.168.1.0/24) verso il sito IA
!    solo dentro la fascia; tutto il resto passa
R(config)# access-list 120 deny ip 192.168.1.0 0.0.0.255 host 203.0.113.10 time-range ORARIO-LEZIONE
R(config)# access-list 120 permit ip any any

! 3) Applico l'ACL all'interfaccia del Lab1
R(config)# interface g0/1
R(config-if)# ip access-group 120 in
Blocco / sblocco automatico: grazie alla time‑range, la regola si attiva e si disattiva da sola all'ora prevista — non devi collegarti ogni mattina. Per laboratori diversi cambi solo la sottorete (e, volendo, l'orario).
Onestà tecnica: bloccare per indirizzo IP funziona finché il sito non cambia indirizzo o non si usa una VPN per aggirarlo. Per questo, in una rete reale, si combinano più metodi (DNS + proxy + ACL) e si tiene aggiornata la lista. All'esame basta dirlo: dimostra che hai capito i limiti.
Q4
Quesito IV

SSH e port forwarding (NAT)

Il comando della traccia è:

terminale dell'amministratore
$ ssh -p 25500 administrator@200.1.1.1

E la situazione: sul router/firewall pubblico (indirizzo 200.1.1.1) c'è una regola di NAT che reindirizza la porta 25500 verso l'host interno 172.16.1.100. Spieghiamo cosa succede e perché.

:25500 :22 200.1.1.1 172.16.1.100 admin Internet Router (NAT) Firewall server interno

Cosa succede, passo per passo:

Router — regola di port forwarding (NAT statico)
! Tutto ciò che arriva su 200.1.1.1:25500 va a 172.16.1.100:22
R(config)# ip nat inside source static tcp 172.16.1.100 22 200.1.1.1 25500

Finalità. Permettere all'amministratore di gestire da remoto un server che sta nella rete privata, senza esporlo direttamente su Internet. La porta non standard (25500 invece di 22) riduce i tentativi automatici di attacco, che di solito bussano alla porta 22.

Buone pratiche da citare: autenticazione SSH con chiavi invece della sola password, divieto di login diretto come root/administrator, e una regola sul firewall che accetti la 25500 solo dagli indirizzi dell'amministratore. La porta diversa aiuta, ma da sola non è sicurezza.